Una promessa mantenuta. Storia di una Beta Zero 50, del suo restauro e di amicizia

Una promessa mantenuta. Storia di una Beta Zero 50, del suo restauro e di amicizia

2 Aprile 2025 1 Di infotrial2020

Fucsia e champagne, come colori dominanti, uniti a dettagli blu e gialli.

Un tipico mix anni ’90 dove le tinte sgargianti regalavano quell’unicità a quell’oggetto o al vestito.

Nell’ultimo decennio del secolo scorso anche le case italiane seguivano questo filone e Aprilia, Beta e Fantic proponevano ogni stagione nuove colorazioni.

Ed è nel 1992 che Beta lanciò la terza, e penultima, versione della Zero un mezzo che introdusse in serie il telaio in alluminio che fungeva anche da serbatoio del carburante.

Una caratteristica che ancora oggi contraddistingue le moto fiorentine.

E se nel 1990 la Zero diventò la regina della gamma Beta la mitica TR34 non uscì dal catalogo e ribattezzata, TR35, venne dotata di forcella a steli rovesciati a differenziarla dalla progenitrice.

Nel ’92 poi nacque la Synt, un modello che utilizzava un inedito telaio in acciaio con il motore ed altri componenti della Zero.

Ma il catalogo Beta comprendeva anche i 50 cc omologati ed ecco che a fine 1992 fu lanciata la versione più piccola della Zero.

Una moto che riprendeva le forme della regina di casa di Rignano sull’Arno ma che, in realtà, utilizzava un telaio (ridotto nelle dimensioni) in acciaio che conteneva un serbatoio in plastica, il motore a 4 marce, senza la possibilità di essere acceso con la marcia inserita, ed un peso di circa 70 kg che, per allora, era da considerarsi una piuma!

Quella moto diventò il sogno di molti giovani trialisti che, in alternativa, potevano optare sulla Fantic o la Montesa.

Ed anche un bambino di 12 anni rimase ammaliato da quella due ruote dai colori così arditi.

Un trial che inizialmente fu portato in gara da Diego Catazzo e Moreno Piazza.

Si quel Moreno Piazza oggi giudice dell’X Trial che allora, dodicenne, guidava già con quello stile pulito che lo contraddistingue.

1992 Moreno Piazza al centro con la Zero 50 a sinistra il ragazzino della promessa

La stagione 1993 era ormai alle porte ed un ragazzino continuava a sognare la Zero 50 mentre si divertiva, seguito dal papà, a guidare la sua Tr34 Light 50 in vista delle prime gare dei campionati minitrial.

Ore di divertimento che subirono uno stop forzato all’inizio di Maggio quando la primavera esplode, le temperature si fanno gradevoli e le appendiciti, statisticamente, iniziano a fare i capricci.

E quella formazione tubolare, facente parte dell’intestino crasso, si infiammò e portò in sala operatoria il ragazzino perché doveva essere asportata.

Ma mentre entrava in sala operatoria il padre gli disse per incoraggiarlo: “Se fai il bravo ti regaliamo la Zero 50!”

E così quando il ragazzino uscì al termine dell’intervento le prime parole furono…. “La Zero 50!”

Luglio 1993 La prima gara con la Zero 50

Ed i genitori mantennero la promessa, andarono a ritirarla alla Promotor dei fratelli Sergio e Massimo Parodi, e la moto apparì in un pomeriggio di Giugno in garage.

Quel ragazzino nonostante avesse ancora la ferita in via di guarigione si concedeva qualche piccolo giro e, stranamente, in piedi sulle pedane il fastidio addominale scompariva.

E così la Zero diventò la compagna inseparabile di mille avventure, sia in zona che nelle vacanze estive per andare a trovare gli amici, una volta raggiunti i 14 anni.

Una coppia affiatata che per quattro stagioni fu inseparabile fino a quando la piccola Zero diventò troppo piccola per quel ragazzo ormai cresciuto.

Ma come capita per il primo amore a distanza di anni l’ex ragazzino, ormai uomo, iniziò a ripensare alla Zero 50.

E quel tarlo iniziò a scavare nella mente e, per semplice curiosità, iniziò a ricercare un esemplare nella colorazione fucsia.

Su diversi siti apparirono le versioni con la colorazione del modello successivo, denominata Gara e le poche nella livrea fucsia non sembravano in buone condizioni.

Quel cinquantino, inoltre, aveva nel telaio il suo tallone d’Achille che nella zona canotto e/o nelle bretelle di supporto del motore con l’uso vedeva formarsi cricche e rotture.

Ma la svolta avvenne nel Novembre del 2023.

E mentre scorreva la striscia d’asfalto sotto le ruote di ritorno dalla Spagna, con gli amici Alessandro Merlo e Maurizio Ferrari, venne fuori il discorso della moto che hai avuto e vorresti riavere.

In questo gioco per ingannare il tempo l’ex ragazzino riparlò della Zero 50 e alcuni giorni dopo su messenger arrivò un link con l‘inserzione di un esemplare in vendita.

Il motore con il cilindro non originale

Maurizio, noto per essere un segugio nella ricerca di mezzi d’epoca, aveva trovando una Zero 50 e automaticamente riacceso il fuoco.

La moto appariva perfetta nelle grafiche ma una cosa non combaciava, infatti, il motore aveva un cilindro diverso da quello di serie ed un silenziatore in carbonio preso in prestito non si sa da quale cinquantino.

La consegna della moto da parte del venditore

Ma ormai il danno era fatto e quindi dopo una trattativa con il venditore quella che era stata la moto di suo suocero era solo da ritirare.

L’avventura stava per ripartire….

La prima fase fu quella del ritiro con Maurizio che si offrì di andare a prenderla raggiungendo un borgo sperduto in provincia di Arezzo in una fredda serata di Novembre.

La moto appena ritirata

Un paio di giorni dopo ci fu l’incontro per il ritiro mentre l’ex ragazzino iniziava a pensare a come fare per riportare la moto allo stato originale.

Visto il lungo periodo di inutilizzo i primi lavori vennero fatti in casa con lo stesso entusiasmo di un adolescente che mette per la prima volta le mani su un mezzo meccanico.

In più sere la moto fu smontata completamente e arrivò la conferma che il telaio non presentava problemi di cricche mentre altri componenti, com’è normale, erano logorati dal tempo.

Il filtro dell’aria era sbriciolato ed al suo posto era montato un componente, probabilmente di uno scooter, collegato direttamente al carburatore, il pattino in teflon del tendicatena si ruppe in mille pezzi, i cuscinetti di sterzo e i vari perni erano da ingrassare.

Il vero problema, però, era trovare il cilindro o un motore……

E se negli anni 90 per mostrare un oggetto bisognava affidarsi alle foto, rigorosamente da far sviluppare e poi inviare a mezzo posta, oggi il telefono e whatsapp permettono di condividere in tempo reale la quotidianità.

Scattata qualche immagine le foto vennero inviate a qualche amico e tra questi Moreno Piazza.

Il padre Germano, storico concessionario Beta, aveva un po’ di ricambi e, soprattutto, qualche mese prima Moreno aveva mostrato all’amico una Zero 50 con livrea dell’anno successivo.

L’accordo fu preso velocemente…

“Il silenziatore originale ce lo scambiamo, come ci vediamo ti do le sospensioni e poi vedo di trovare un motore con il cilindro di serie.”

Ma in questa storia i protagonisti sono molteplici ed alcuni entrarono in scena totalmente in maniera casuale.

Il nuovo motore montato sulla moto

Tra questi Angelo Pensini che in Valtellina, e più precisamente a Tirano, gestisce insieme ai figli una concessionaria di moto.

Durante le vacanze di Natale Alessandro, uno dei soci della trasferta spagnola, doveva ritirare la moto nuova e quindi ecco che l’ex ragazzino fece compagnia all’amico.

Tra mille storie ci fu anche la visita alla concessionaria e a quegli angoli nascosti, ma ricchi di “pezzi di ferro” che un giorno potrebbero tornare utili, che Angelo disse “il motore ce l’ho io”.

Una gran botta di fortuna…

I lavori proseguirono e qualche settimana capitò l’occasione di vedersi con Moreno Piazza e, in un parcheggio, forcella e mono partirono per San Pietro Mussolino.

Si trattava ora di ricomporre il mezzo unendo il motore, completamente revisionato, con il resto della moto.

1994 Fanano. Germano Piazza (a sinistra) osserva il ragazzino che sognava la zero mentre, sullo sfondo, un giovanissimo Valerio Bauce.

Gli ultimi interventi e la messa a punto fu fatta da Germano Piazza che decise di fare quelle piccole modifiche che apportava alle Zero di Catazzo e suo figlio Moreno.

Moreno Piazza consegna la moto

E sotto un acquazzone tipicamente estivo ci fu la consegna della moto con quell’ex ragazzino che, emozionato come nel 1993, volle subito provare la Zero 50 prima di portarla alcuni giorni dopo ad un allenamento sociale….

Dove quel motore, che urlava a tutta manetta, all’ex ragazzino gli sembrava emettere note di una sinfonia perfetta.